Varsavia: un itinerario di 3 giorni

Varsavia

VARSAVIA: UN ITINERARIO DI 3 GIORNI

Varsavia è stata una vera scoperta. Non mi è stata mai consigliata, anzi…tutti mi dicevano di andare a Cracovia, piccola perla polacca, e di lasciar perdere Varsavia, una città poco interessante.

Niente di eccezionale, dicevano.

Alla fine, da buon bastian contrario quale sono sempre stata, non sono ancora andata a Cracovia, ma ho visitato Varsavia grazie ad un buon volo scovato per il ponte del 2 giugno.

Mai scelta fu più azzeccata.

Varsavia mi è piaciuta tanto e l’ho decisamente amata…il tempo fantastico ha sicuramente pesato sul mio apprezzamento, ma tutte le sue qualità hanno contribuito a creare un weekend lungo davvero eccezionale.

Capitale della Polonia, devastata dalla Seconda Guerra Mondiale e silenziata durante il periodo comunista, si presenta ora come una metropoli moderna ed efficiente.

La prima caratteristica che mi è saltata all’occhio non appena sono uscita dall’aeroporto è che si tratta di una città pulitissima e ordinata. Zero cartacce, zero sporcizia varia sui marciapiedi…cose che dovrebbero essere normali, ma che spesso non lo sono affatto (specialmente in Italia).

 

ARRIVO

Sono presenti due aeroporti, il principale si chiama Chopin ed è a soli 13 km a sud di Varsavia, mentre il secondo si chiama Modlin e si trova a 40 km a nord della città.

Chiaramente io sono atterrata sul secondo perché è quello dedicato alle compagnie low cost, tra cui la mitica Ryanair che ho utilizzato io per questa vacanza.

Per raggiungere il centro città dall’aeroporto di Chopin, basta un tragitto in autobus di mezzora, mentre, se arrivate come me a Modlin, si possono utilizzare due metodi: il Modlin Bus (una compagnia privata) oppure la soluzione navetta + treno.

Io ho provato entrambi i modi e devo dire che tutti e due hanno i loro pro e contro.

Modlin Bus

PRO: veloce e diretto, senza fermate intermedio; arrivo al Palazzo della Cultura e della Scienza (centro di Varsavia) in 50 minuti

CONTRO: costoso

Navetta + treno

PRO: economico ed efficiente; arrivo alla Stazione Centrale di Varsavia (dietro al Palazzo della Cultura e della Scienza di cui sopra) in 1 ora

CONTRO: non è diretto poiché c’è una navetta appena usciti dall’aeroporto che ti porta in 10 minuti scarsi alla stazione del treno di Modlin da dove poi prendere il treno per Varsavia

Scegliete a seconda di quello che è più importante per voi. Ovviamente le stesse informazioni valgono per il viaggio di ritorno.

 

ALLOGGIO

A Varsavia ci sono alberghi per tutte le categorie, ma, considerandoli troppo cari per i miei standard, ho preferito appoggiarmi ad Airbnb per rintracciare un appartamento.

Posso sicuramente consigliare la posizione della casa che abbiamo trovato: tra la Vistola, il fiume su cui si affaccia Varsavia, e Nowy Świat, una delle principali arterie della città. Ottima zona per girare a piedi e per raggiungere tutti i principali punti di interesse anche con gli efficienti mezzi pubblici.

 

ITINERARIO DI 3 GIORNI

PRIMO GIORNO:

Arrivati giovedì notte, venerdì siamo pronti fin dal mattino per un bel giro della città.

Il sole splende caldo e gioioso, anche se tira un fortissimo vento freddo…ma noi siamo indomiti e non ci facciamo intimidire dalle potenti folate 😊

Prima tappa è il tratto della cosiddetta Via Reale chiamato Krakowskie Przedmieście: ricco di bellissimi palazzi come quello del Presidente e varie chiese barocche, sfocia in Plac Zamkowy (“piazza del castello”) dove si trova ovviamente l’antico castello reale e l’alta colonna del re Zygmunt, tipico punto di ritrovo per gli abitanti della città o per i turisti che iniziano qui i loro tour guidati.

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Piazza del Castello

Da questa piazza, iniziamo a girare per Stare Miasto (“città vecchia”) e Nowe Miasto (“città nuova”).

Ricordiamo che purtroppo entrambe le parti della città furono quasi interamente rase al suolo durante la Seconda Guerra Mondiale e sono poi state ricostruite tanto fedelmente da far sì che l’UNESCO le abbia definite come Patrimonio dell’Umanità.

Nella città vecchia, troviamo pittoresche case colorate, infinite chiese, angolini verdi, tanti ristoranti e caffè per turisti e, soprattutto, al centro della piazza del Mercato, la statua simbolo di Varsavia, una sirena armata di scudo e spada.

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La sirenetta di Varsavia

La sirena vi ricorda qualcosa? Certo, la famosa sirenetta di Copenhagen!

Ebbene, la leggenda narra che si tratti di due sorelle arrivate insieme sulle rive del Mar Baltico.

Una delle due continuò a nuotare verso il porto danese dov’è rimasta fino ad oggi (ne abbiamo ammirato la statua qualche anno fa).

L’altra sorella, invece, giunse in Polonia alla città di Danzica e da lì risalì il fiume Vistola fino a Varsavia. Si fermò ai piedi della Città Vecchia per riposare sulla riva ed il posto le piacque così tanto che decise di viverci. I pescatori notarono però che qualcuno ingarbugliava le reti e decisero di catturarlo ma, una volta vista la sirena e sentito il suo canto, se ne innamorarono. Quando qualcuno cercò di rapire la sirena per venderla, i pescatori la liberarono e lei promise di difendere per sempre la città e i suoi abitanti.

Potrete quindi divertirvi a scovare sirene in svariati angoli della città.

Attraversando i resti del barbacane, interessante fortificazione difensiva costruita nel 1548, si arriva a Nowe Miasto, altra zona ricca di casette colorate, chiese e parchi. Ulteriore caratteristica importante di Varsavia è proprio la presenza di innumerevoli aree verdi, vere e proprie zone di pace tra le vie brulicanti di gente.

Nota negativa di queste due zone turistiche è la presenza di numerosi bambini nomadi che chiedono l’elemosina suonando una fisarmonica o mostrando un cucciolo di cane…davvero troppo piccoli per dover essere obbligati a impietosire i passanti ☹

Per pranzo gustiamo i tipici pierogi, dei ravioloni dai molteplici ripieni e condimenti, accompagnati da buonissima birra polacca. Proviamo sia quelli salati che quelli dolci, entrambi ottimi.

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Pierogi di verdure e birra!

Raggiungiamo poi plac Krasińskich dove si trova Palazzo Krasiński, uno dei più grandi palazzi barocchi della città ora utilizzato come biblioteca nazionale con un bel giardino pubblico, e l’imponente Monumento dell’Insurrezione di Varsavia, il quale commemora la resistenza polacca che ha combattuto i nazisti per circa due mesi nel 1944 (lotta cruda, impari e purtroppo vana).

Dopo tanto camminare, ci concediamo un po’ di relax alla Multimedia Fountain, una grande fontana immersa in un ennesimo bel parco. Durante la sera dei weekend, si svolge uno spettacolo di musica e luci, ma non avremo il tempo né la forza per ritornarci nelle ore successive.

Dopo il riposo, si ritorna verso la Città Vecchia e, arrivati nella Piazza del Castello, prendiamo via Senatorska dove si può ammirare un palazzo dietro l’altro di grande impatto e imponenza, tra cui l’Opera Nazionale in stile neoclassico, uno dei più grandi e moderni teatri d’Europa.

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Opera Nazionale

Proseguendo in plac Bankowy, troviamo innumerevoli altri palazzi governativi in stile neoclassico o barocco, mentre svetta il cosiddetto Grattacielo Azzurro, costruito dove c’era un tempo la sinagoga distrutta dai nazisti, e che ora mi ricorda un palazzo newyorkese visto che vi campeggia la scritta MetLife, uguale a quella del MetLife Building, uno degli edifici più famosi e riconoscibili di Manhattan.

Alla fine, la stanchezza prende il sopravvento e ci dirigiamo con molta calma verso la zona di casa alla ricerca di un posticino per cenare.

In zona Nowi Świat, troviamo Mango –  Vegan Street Food, un ottimo e creativo ristorante vegano.

Dopo esserci rifocillati, decidiamo di fare un salto sul lungofiume.

Qui troviamo un’altra grande statua della sirena simbolo di Varsavia e scopriamo che si tratta di un ritrovo per tutti i giovani (e meno giovani) della città! Una massa di gente è seduta sulle gradinate costruite sulla riva del fiume, tutti bevono e chiacchierano spensierati…penso a quanto una città martoriata sia riuscita a rinascere dalle proprie ceneri, a quanta vitalità sia presente dove prima c’erano solo macerie, a quanta energia positiva si manifesti allegra e leggera, senza ombre.

Vedo una Europa giovane e piena di speranze nel futuro.

Ma ora è tempo di dormire.

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Meraviglioso tramonto…

SECONDO GIORNO:

Sveglia presto perché oggi faremo tutta la Via Reale che ci manca: l’ultimo tratto di Krakowskie Przedmieście, Nowy Świat e Aleje Ujazdowskie. Il sole splende ancora e il vento è cessato: evviva!

Iniziamo con la visita della prima Università di Varsavia costituita da vari palazzi antichi immersi in un giardino recintato.

Camminando tra svariate chiese e case signorili, troviamo davanti all’Accademia Polacca delle Scienze il bel monumento a Copernico…e io che nemmeno ricordavo fosse polacco!

Nowi Świat, come avevo già accennato, è una delle vie più importanti di Varsavia poiché è ricca di negozi, ristoranti e locali. Oltretutto, è praticamente pedonalizzata, così come alcune carinissime vie laterali.

Vivace e piena di vita, rimane sicuramente una delle mie zone preferite e tendiamo a gravitare intorno ad essa, vista anche la vicinanza al nostro appartamento.

Arriviamo infine al vastissimo parco Lazienki. Ci sarebbe da girare per ore, ma noi ci fermiamo a prendere il sole e riposare vicino al monumento a Chopin. Speravamo di assistere ad un concerto gratuito della musica del grande pianista, ma abbiamo scoperto che l’avrebbero fatto solo il giorno dopo, nonostante la programmazione letta in internet ☹

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Parco Lazienki…e statua di Chopin alle nostre spalle

Incuriositi da musica e rumori vari, ci dirigiamo di fronte al parco dove pare esserci una festa di paese. Siamo affamati e speriamo ci siano anche delle bancarelle di cibo. In realtà, scopriamo che si tratta di una festa per bambini per far conoscere e celebrare le opere dei ministeri polacchi. Ogni ministero ha il suo stand e propone varie attività. Alcuni offrono prodotti tipici, come mele e succhi di frutta, ma ovviamente non era quanto ci aspettavamo per poterci sfamare e ci dirigiamo presto verso l’uscita, dopo aver passato dei momenti divertenti, immersi nell’allegria e confusione del futuro della Polonia.

Dopo aver visto il palazzo presidenziale e la “sobria” ambasciata russa, prendiamo un bus per ritornare in zona Nowi Świat (si può comprare il biglietto direttamente dal conducente -preferibilmente con i soldi contati- o da una macchinetta automatica posta sul mezzo).

Scendiamo alla piazza Charles de Gaulle al cui centro è presente una palma finta di ben 15 metri… Joanna Rajkowska, l’artista che ha ideato questa installazione nel 2002, voleva omaggiare l’insediamento ebraico un tempo esistente nella zona grazie ad una pianta tipica di Israele, ma all’inizio non è stata particolarmente apprezzata e/o capita dai cittadini. Ora, invece, è diventata un segno distintivo di Varsavia.

Dopo qualche vagare, scovo per caso una tipica “latteria” e non ce la facciamo scappare.

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Entrate…non ve ne pentirete!

I “bar mleczny” nascono a fine ‘800 per garantire un piatto caldo a tutti, continuano a diffondersi durante il periodo comunista come mense cittadine e ora sono sopravvissuti, diventando anche locali di tendenza. Si mangiano piatti tipici cucinati come a casa (il menu è molto ampio e tutto scritto in polacco su delle lavagnette appese al muro, ma qualcuno sicuramente vi aiuterà per la traduzione), l’ambiente è essenziale e familiare ed il prezzo è inferiore a quello dei fast food. Non perdeteveli!

Dopo altro girovagare senza meta, ci prendiamo un gelato da Nice Cream, una gelateria dove si possono scegliere gli ingredienti e, grazie ad un velocissimo procedimento con nitrogeno, si ottiene una buonissima coppetta! Un po’ cara, ma si mangia tranquillamente in due, vista la dimensione.

Rinfrancati, ci dirigiamo al famoso Palazzo della Cultura e della Scienza, regalo di Stalin alla Polonia ed edificio più alto di tutta la nazione. Dalla terrazza panoramica posta al 30° piano (salita a pagamento), si gode di un’incredibile vista su tutta la città. Consigliato!

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Palazzo della Cultura e della Scienza

All’interno c’è un piccolo mondo: negozi, musei, cinema, uffici…noi ci troviamo nel weekend degli stilisti e designer indipendenti. Vaghiamo tra mille bancarelle con tanti oggetti interessanti da vedere, ma troppo cari per la mia personalissima idea di shopping.

È già pomeriggio inoltrato, ma, dopo qualche tentennamento, decidiamo comunque di dirigerci al quartiere Praga grazie ad un veloce viaggio in metropolitana (fermata Stadion Narodowy).

Situato sulla riva destra del fiume Vistola, questo quartiere è stato poco danneggiato dalla Seconda Guerra Mondiale e ha mantenuto le sue radici. Considerato un tempo come malfamato, avevamo letto che poteva ancora essere rischioso andarci, specialmente la sera, ma non ci siamo mai sentiti in pericolo, tutt’altro.

Una tappa da non perdere…sembra davvero di essere in un’altra città rispetto a quella sulla sponda sinistra: molti edifici non sono stati ristrutturati, dando quindi un’idea di genuinità e di come poteva essere Varsavia un tempo.

Visitiamo la Soho Factory, edifici post-industriali riadattati a studi di architetti, designer, spazi per mostre e musei (mi piacerebbe visitare il Neon Muzeum, collezione delle insegne che illuminavano la città, ma è purtroppo già chiuso) e ci fermiamo per uno spuntino/cena precoce in un carinissimo ristorante con griglia all’aperto che si trova all’interno del complesso degli edifici.

Ormai è tardi e decidiamo di fare una bella passeggiata al tramonto e quindi di tornare senza usare i mezzi pubblici. Passeggiando per il quartiere Praga, costeggiamo lo stadio nazionale tutto illuminato (costruito per gli Europei del 2012) e poi percorriamo il bellissimo ponte bianco Świętokrzyski, ottimo per fare fotografie e godersi il calare del sole.

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Percorrendo il ponte…

Un po’ di riposo a casa e, infine, l’ultima serata fuori con passaggi in vari localini in zona Nowi Świat.

TERZO GIORNO:

Ultima giornata a Varsavia e ci fiondiamo al Museo dell’Insurrezione con un bus, visto che è leggermente fuori mano rispetto alla zona centrale e vogliamo arrivare per l’orario di apertura. Domenica è la giornata con ingresso gratuito e ovviamente è stracolmo di gente.

Il museo è interessantissimo e molto ricco di informazioni su quei due terribili mesi, ma i dati sono talmente tanti che ogni tanto ci perdiamo e non riusciamo a seguire la cronologia degli eventi (la folla sicuramente non aiuta, ci sono tante scolaresche).

Sicuramente un museo da vedere, ma un po’ troppo caotico per i miei gusti.

Torniamo sempre con il bus verso casa e pranziamo da Au Lac, un minuscolo ristorante asiatico in una piazzetta laterale sempre di Nowi Świat.

Con calma, torniamo in appartamento e ci prepariamo per il ritorno a Milano.

Cosa dire a chi mi ribadiva che non valeva la pena visitare Varsavia? La città è pulitissima, piena di aree verdi, ricca di cose da vedere (noi non siamo neanche riusciti a vedere tutti i musei e i palazzi che avrebbero meritato), gli abitanti sono molto cordiali e quasi tutti conoscono l’inglese…sono sicura che ci vivrei bene. Peccato per gli inverni troppo rigidi 😝

Grazie, Varsavia, mi hai stupito con la tua ventata di freschezza e la tua accoglienza.

Spero ci rivedremo presto.

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Amo Varsavia <3

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